Manutenzione e restauro conservativo

Nella manutenzione delle costruzioni più datate e nel restauro conservativo delle opere antiche, anche di interesse monumentale, realizzate con materiale faccia a vista o, comunque, esposto all’ambiente esterno, possono rendersi necessari interventi a protezione dalle azioni inquinanti dell’ambiente e di particolari variazioni atmosferiche, termiche e idrometriche.

Il trattamento conservativo da adottare può essere di pulitura, consolidamento, protezione, stuccatura e incollaggio; e deve essere definito a conclusione di una serie di accurate analisi effettuate da esperti presso laboratori qualificati.
La pulitura serve a rimuovere dal paramento dell’opera polvere, terriccio, vegetazione infestante, deiezioni animali, concrezioni e incrostazioni, patine e macchie, efflorescenze, smog, microrganismi, etc.

A seconda delle necessità, la pulitura può essere fatta ad acqua, a pioggia, a spruzzo, o nebulizzata, o con getti di vapore. Eventualmente può essere integrata con opportuni solventi. Dopo la pulitura può essere necessario consolidare lo strato superficiale alterato e farlo meglio aderire al substrato sano. A tal fine si usano prodotti che, senza eliminarla, riducono la porosità del materiale (che deve sempre “respirare”) quali i silicati di etile, gli alchil-alcossi-silani e miscele di questi, che si sono mostrati particolarmente efficaci sui materiali tufacei.
La protezione del manufatto pulito ed eventualmente consolidato può essere fatta intervenendo sull’ambiente con l’eliminazione degli agenti ammaloranti o con l’adozione di sostanze schermo, che riducono la penetrazione dell’acqua, e dei materiali da essa veicolati, all’interno del materiale. I migliori risultati protettivi sono stati ottenuti con l’uso delle resine siliconiche, ovvero, quando possibile, con un sottile strato di malta di calce idraulica, al contatto della quale Fiorditufo sviluppa tutte le sue elevate qualità pozzolaniche.
Le stuccature hanno lo scopo di riempire le fessure e le discontinuità dei materiali da restaurare.
Esse, per impedire totalmente la penetrazione dell’acqua, devono essere eseguite anche sulle lesioni più piccole. Per quanto già detto, anche per le stuccature i migliori risultati si ottengono con l’uso di malta di calce idraulica. Per rendere il ritocco meno visibile, ma distinguibile rispetto all’opera originaria, é buona e consolidata norma realizzare le stuccature in sottolivello di qualche millimetro.
Anche l’incollaggio o la sostituzione di elementi o parti di essi alla preesistente struttura tufacea vengono ottimamente realizzati con malta di calce idraulica.

La “Carta Italiana del Restauro” (Roma 1972) consiglia per il restauro di cortine in opus incertum, opus reticolatum e vittatum, di utilizzare la stessa qualità di tufo e gli stessi tipi di “tufelli” nelle misure antiche mantenendo le parti restaurate su un piano leggermente più arretrato, ed usando malta mescolata in superficie con polvere dello stesso materiale per ottenere la giusta intonazione cromatica.

Cave Riunite può fornire, per il restauro, pezzi realizzati ad hoc su disegno e dimensioni fornite dal Committente. Inoltre, Cave Riunite, produce Opera, una vasta gamma di manufatti, pensati appositamente per le rifiniture, l’integrazione di costruzioni e ambientazioni.