Dimensionamento di un muro in funzione della sua resistenza e snellezza

LA RESISTENZA NEL DIMENSIONAMENTO DEL MURO

Nel dimensionamento di un muro è indispensabile che le sollecitazioni indotte dei carichi non superino la resistenza caratteristica del muro poiché, in caso contrario il muro collasserà per inadeguatezza della sua resistenza al carico che porta.
Il muro così sollecitato tende a rompersi per “schiacciamento” con sconnessione e frantumazione degli elementi che lo conpongono, che, rimanendo sostanzialmente nella posizione orginaria in cui erano stati confezionati, conducono il muro alla sua definitiva rovina senza spostamenti o rotazioni.

LA SNELLEZZA NEL DIMENSIONAMENTO DEL MURO

Ricerche sperimentali (Tetmajer) e teoriche (le formule di Eurelo) hanno permesso di stabilire che un solido prismatico ad esse rettilineo a sezione costante, di qualsiasi materiale, sottoposto ad un carico assiale, quale può essere un muro, tende a flettersi per instabilità laterale quando la sua snellezza (definita dal rapporto della sua altezza sullo spessore) supera il valore λ = 15 per rompersi per pressoflessione quando la snellezza supera il valore fornito dalle formule di Eurelo che, per la sezione rettangolare è pari a 28,7 se il muro è vincolato a cerniera alle due estremità e di 57,4 se è incastrato alle due estremità.
Per questo motivo la normativa italiana non consente la realizzazione di muri con snellezze “critiche” superiori a λ = 20 (D.M. 28 novembre 1987) ed a λ = 12 nelle zone sismiche (D.M. 16 gennaio 1996) ed anche ai valori diversi definiti – e criticati – dall’ultimo decreto del Ministero delle Infrastrutture del 14 gennaio 2008.
I muri liberi in sommità, come quelli di confine, recinzione, di delimitazione di passaggi, parapetti e similari, è bene che siano completati con un cordolo di coronamento di cemento armato e, se realizzati a regola d’arte e con malta cementizia, possono avere altezze fino 7 volte il loro spessore.